Cronaca

Scuola Cava a rischio, Comune chiede
incontro urgente a provveditore

Un incontro urgente con il dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale: questo quanto ha chiesto l’Amministrazione comunale di Cremona, intervenendo a fianco di famiglie e genitori della scuola primaria di Cavatigozzi, dopo la notizia arrivata nei giorni scorsi che la classe prima della scuola, plesso dell’Istituto Comprensivo Cremona Due, secondo le indicazioni dell’Ufficio Scolastico del Territorio di Cremona, nell’anno scolastico 2025/26 non potrà partire per numero insufficiente di iscrizioni.

Ad intervenire è stata l’assessore all’Istruzione Roberta Mozzi che ha chiarito subito la priorità: “La classe prima deve partire nonostante il numero delle iscrizioni, perché una scuola non può essere soltanto una questione di calcoli e di numeri”.

La decisione, arrivata ai genitori soltanto dopo la chiusura delle iscrizioni, ha destato molto sconcerto nel quartiere 3, in particolare nelle 13 famiglie che avevano scelto per i propri figli proprio quella scuola, una scuola “storica”, vero e proprio presidio educativo e sociale sul territorio.

“Siamo venuti a conoscenza di questa decisione soltanto lo scorso 20 febbraio, ed immediatamente ho contattato il dirigente dell’Ufficio Scolastico Imerio Chiappa, per fare presente l’esigenza di un incontro urgente per comprendere la decisione assunta dall’Ust di Cremona e per illustrare la situazione di una scuola che non può essere ridotta ai soli numeri” sottolinea Mozzi. “Sono in costante contatto con la presidente del quartiere 3 Giovanna Bonetti e con alcuni familiari, proprio per testimoniare loro l’impegno dell’Amministrazione a fare proprie le forti preoccupazioni delle famiglie e delle maestre relativamente al prossimo anno scolastico”.

“E’ vero che il numero minimo di bambini per autorizzare una classe prima è quindici, ma è anche vero che lo stesso Ministero prevede che ‘Il numero minimo e massimo di alunni costitutivo delle classi può essere incrementato o ridotto del 10%’. Pertanto – prosegue l’assessora – se il numero minimo previsto per la primaria è 15, applicando il 10% si arriverebbe a 13,5, non penso quindi che 13 bambini debbano rinunciare alla loro scuola per uno 0,5”.

La situazione è precaria, ma molto sentita dalle famiglie che vivono la scuola di Cavatigozzi come una “casa”, soprattutto per le possibili ripercussioni per gli anni futuri: la mancata attivazione della classe prima il prossimo anno scolastico metterebbe a rischio la sopravvivenza stessa della scuola (resterebbero soltanto le classi seconda, terza e quinta) e il suo essere un punto fermo per le famiglie non solo di Cavatigozzi ma anche dei territori limitrofi, dal momento che molti alunni provengono da Casanova del Morbasco, Picenengo e Costa Sant’Abramo.

In conclusione, “l’Amministrazione comunale non vuole lasciare che chiuda, per decisione di altri, una scuola così speciale per offerta formativa e competenza del team delle maestre apprezzato da tutti” scrive il Comune in una nota. “Per questo è stato chiesto ufficialmente un incontro al dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, il quale ci ha dato la sua disponibilità per il prossimo 5 marzo”.

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