Cronaca

Etica e intelligenza artificiale
Don Compiani al Lions Stradivari

Da sinistra: Gianni Fasani past governatore; Luisa Dondè presidente Lions Cremona Duomo; don Maurizio Compiani docente teologia università Cattolica; Aessandra Donelli presidente di zona; Andrea Machiavelli presidente Lions Club Cremona Stradivari

Don Maurizio Compiani, docente alla Cattolica di teologia, ha tenuto un incontro su “sfide, opportunità e rischi dell’intelligenza artificiale”, organizzato dal Lions club Cremona Stradivari, presieduto da Andrea Machiavelli.

“La grande sfida nell’intelligenza artificiale è la sfida della governance, cioè della sua gestione – ha spiegato don Compiani -. L’intelligenza artificiale è necessaria e straordinaria nell’innovazione. Il problema diventa riuscire a gestire l’innovazione che vogliamo. Per gestirla dobbiamo capire cosa vogliamo ottenere, dove vogliamo andare e con quali mezzi intendiamo farlo.

In queste domande c’è dentro un’altra domanda, cioè in questo nuovo mondo tecnologico che appunto continua ad avanzare, cosa vogliamo custodire dell’umano dentro l’esperienza della tecnologia, cosa invece siamo disposti a sacrificare e che cosa siamo disposti a rischiare. Se non si risponde a queste domande di fondo, noi rischiamo di essere passivi di fronte ai risultati che un’intelligenza artificiale ci dà. Diversamente, insieme con l’intelligenza artificiale diventiamo protagonisti dell’innovazione che vogliamo”.

L’umanità non sparirà secondo Don Compiani: “Non sono catastrofico – ha spiegato – ho più timore di coloro che pensano di voler plasmare una diversa natura umana eliminando le sue caratteristiche.
Parlo di tendenze di transumanisti e post umanisti, così chiamati cioè di una realtà che sarà oltre l’uomo e diversa dall’uomo. Io credo invece che sia importante nel nuovo che avanza custodire ciò che ci rende differenti dall’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale dà ottimi risultati, ma non sa pensare. L’intelligenza artificiale finge, imita il comportamento umano, ma non sa amare. Non sa assumere l’insegnamento dall’esperienza del dolore, dall’esperienza della condivisione.

Si muove come strumento attraverso una dimensione matematica statistica che permette di ottenere dei risultati. Ma dei risultati attraverso una visione semplicemente matematica, importantissima, ma questa non dice mai il tutto dell’esperienza dell’uomo”.

Su Etica, chiesa e intelligenza artificiale, “è da poco uscita una nota anche del Dicastero della dottrina della fede e della cultura, la quale fa una sorta di punto di riferimento per i credenti. Questa nota sottolinea gli aspetti grandi, positivi dell’intelligenza artificiale, mette però anche bene sul chiaro quali sono i limiti dello strumento come tale e poi sottolinea anche le sfide che questa nuova tecnologia pongono all’uomo, sottolineando che il primo elemento da tutelare in ogni caso è sempre l’uomo nella sua dignità e nella sua libertà”.

Silvia Galli

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