Tagli ai Comuni, i sindaci: "Meno
servizi o trovare altre risorse"

Meno 9,5 milioni di euro in cinque anni, con dirette conseguenze su amministrazioni e cittadini.
Sono tagli che pesano e peseranno non poco sui bilanci comunali della provincia di Cremona, quelli posti in essere dal governo Meloni e presenti nell’ultima legge di bilancio, dove si è deciso di ridurre i fondi agli enti locali destinati a investimenti e spesa corrente.
Si tratta, va specificato, di cifre diverse da comune a comune: per la città di Cremona, per esempio, il taglio sarà nel prossimo quinquennio di poco più di 2 milioni 200 mila euro, di un milione di euro invece per la città di Crema, sempre di un milione di euro anche per l’ente Provincia; cali più contenuti, invece, a Casalmaggiore e Soresina, dove si registreranno tagli di 311 mila e 167 mila euro.
Numeri che, ad un primo sguardo, potrebbero sembrare non particolarmente rilevanti, ma che diventano significativi in ottica complessiva.
“Nel 2025 subiremo un taglio di 2.500 euro – ha commentato il sindaco di Corte de’ Frati Giuseppe Rossetti – che diventa di 5.000 per gli anni 2026 e 2027. Dovrebbero arrivare integrazioni in un prossimo futuro ma nel frattempo noi amministratori dobbiamo ridurre servizi o provvedere a coprire con altre risorse“.
Si tratta ad ogni modo di tagli non nuovi per le varie amministrazioni, ormai abituate ogni giorno a dover chiudere i conti, restando in equilibrio tra problemi reali e risorse sempre più scarse.
A pesare particolarmente sui bilanci locali, tra gli altri aspetti, è la spesa dedicata al welfare, che negli ultimi anni ha subito una crescita sostanziale.
“Il problema rilevante per noi – ha confermato il primo cittadino di Sospiro Fausto Ghisolfi – è far fronte all’espansione della spesa sociale. Questo richiede un ingente sacrificio di energie da parte dei comuni e anche una grande disponibilità di risorse finanziarie“.
“Questa spesa non può pesare interamente sul bilancio comunale – gli fa eco Alessandro Tirloni, sindaco di Soresina – come di fatto oggi accade; mi sento quindi di lanciare un grido di allarme in quanto, a mio avviso, lo Stato sta lasciando un po’ soli i comuni su questa tematica”.
Andrea Colla