Cultura

Giovani, innovazione e creatività:
in Cattolica "Hack in Cremona"

Un’intera giornata tra innovazione, creatività e sana competizione, per far toccare con mano ai giovani problemi reali di vita lavorativa.
Ha preso il via nella mattinata di venerdì la prima edizione di “Hack in Cremona“, una 24 ore non-stop dedicata agli studenti degli atenei della città del Violino; palcoscenico dell’iniziativa, il Campus cremonese Santa Monica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

I 60 partecipanti l’iniziativa, divisi in 16 team, sono stati sottoposti a problematiche concrete da parte di cinque aziende locali e nazionali (nello specifico, BIP Consulting con Timac Agro Italia, Fondazione Veronesi, Gruppo Bauli, Latteria Soresina e Mulan Grup) con il compito di ideare soluzioni e progetti pratici.

“Il termine ‘hackathon‘ – ha commentato Fabio Antoldi, docente dell’Università Cattolica e tra gli ideatori dell’evento – viene dall’information technology e sono le maratone che fanno gli hacker quando devono risolvere un problema informatico. Noi la facciamo su problemi reali offerti da cinque aziende; gli studenti della nostra università insieme a quelli del Politecnico di Milano e di Torino con sede a Cremona, si sfidano in gruppo per risolverli. Tutto questo durerà 24 ore: i ragazzi mangeranno, lavoreranno e progetteranno qui al campus fino alla presentazione di sabato mattina”.

“L’esperienza è di certo per gli studenti, per i giovani – ha proseguito il professore – ma anche per le imprese. Fa parte di quella che si chiama ‘open innovation‘, innovazione aperta, cioè i nuovi processi, i nuovi prodotti: le soluzioni oggi non nascono più all’interno delle uffici ricerca e sviluppo delle imprese, ma si avvantaggiano dell’interazione con i giovani talenti, con gli esperti, con le università”.

Al termine delle 24 ore di lavoro i progetti migliori verranno premiati dalle imprese interessate; uno stimolo importante anche per i ragazzi che hanno prontamente risposto all’iniziativa.

“L’importanza di essere qui oggi riguarda il tema dell’innovazione – ha affermato Emanuele Ascolese, presidente della consulta studentesca di Cremona – vuol dire collaborare in gruppi, quindi in team, con altri ragazzi delle varie università”.

“È una grandissima opportunità per entrare in connessione col mondo del lavoro – gli fa eco Alessia Ghigi, studentessa dell’Università Cattolica – ci sono tantissime aziende, cinque con grandissimi nomi; è inoltre un momento per imparare a lavorare con i miei compagni e sviluppare doti di public speaking“.

“Un modo sicuramente per metterci in gioco – conferma anche Alessia Fumi, un’altra studentessa universitaria – e affrontare delle nuove sfide in ambito creativo, di marketing e soprattutto per riuscire a lavorare in gruppo”.

Hack in Cremona” rientra nell’ambito del più ampio “Cremona Start Lab“, il progetto che punta a coinvolgere i giovani in attività di orientamento lavorativo ideato dall’amministrazione cittadina insieme ad alcuni enti privati.

“Questo progetto è una cosa a cui noi teniamo molto – ha affermato Maria Carmen Russo, responsabile dell’InformaGiovani di Cremona e ideatrice dell’iniziativa – partendo dal raccordo con l’Università Cattolica e le aziende del territorio. La nostra partnership è importantissima con i giovani, che sono stati al nostro fianco nella progettazione di questo evento”.

“Tutto questo è una testimonianza concreta, plastica di che cosa vuol dire la partnership tra pubblico e privato – ha concluso Antoldi – con realtà a testimonianza e a servizio del territorio”.
Andrea Colla

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