Politica

Festa del Lavoro: i progetti di
Portesani puntano ai giovani

In occasione delle celebrazioni della Festa del Lavoro interviene il candidato sindaco del centro destra Alessandro Portesani, secondo il quale “serve guardare a due dati particolarmente importanti per il nostro territorio e su cui la mia amministrazione vorrà lavorare. Il 5,3% di disoccupazione e il 22% di giovani, i cosiddetti Neet, che non studiano e non lavorano: tema delicatissimo per il futuro della città”.

“Il nostro territorio”, spiega Portesani, “sul dato della disoccupazione è comunque al di sotto della media nazionale di almeno due punti percentuale. Questo non significa però che il Comune non possa, attraverso le sue leve di coordinamento, cercare di ridurre anche questa percentuale. Tante volte l’assenza di un’occupazione è dovuta alla mancata corrispondenza tra le competenze richieste dal lavoro e quelle, invece, in capo ai giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro. Come centrodestra vogliamo potenziare l’orientamento dei giovani alle richieste alimentando le piattaforme con le associazioni di categoria e le istituzioni pubbliche che fanno incontrare domanda e offerta. Certo servono poi importanti politiche che potenzino le competenze sia nell’ambito dell’istruzione sia in quello, altrettanto fondamentale, della formazione professionale”.

“Questo della capacità di far incontrare domanda e offerta”, sostiene il candidato sindaco di centrodestra, “è un punto cruciale perché a fronte di questa mancanza i giovani cercano la loro strada lavorativa o all’estero e in altre città come la metropoli o addirittura in altre regioni: non ce lo possiamo permettere. Anche perché questo alimenta il pericoloso fenomeno dei ‘Not in Education, Employment or Training’), giovani che, dai 15-29 anni, non studiano e non lavorano. La percentuale a Cremona è del 22% e supera addirittura il dato lombardo che si colloca al 17%; sfiorando la media nazionale. Urge intervenire per creare un trend contrario”.

“A questo proposito”, conclude Portesani, “credo molto negli ITS perché permettono l’incontro tra politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali. Da un punto di vista occupazionale sono una occasione importante per il nostro territorio: secondo i dati diffusi dal MIUR, l’80% dei diplomati trova lavoro dopo aver frequentato un ITS”.

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